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Martedì 29 novembre, al Valle cortometraggio su Monicelli

Martedì 29 novembre al teatro Valle occupato sarà proiettato il cortometraggio dedicato a Mario Monicelli «L'ultima Zingarata» di Federico Micali e Yuri Parrettini prodotto da Francesco Conforti . Si tratta di una proiezione organizzata in occasione dell'evento «Muoiono solo gli stronzi» organizzato dal teatro stesso per omaggiare Mario Monicelli, padre della commedia italiana, scomparso esattamente un anno fa, il 29-11-2011. Si parte alle 19,30 da Piazzetta Madonna dei Monti con la banda Banda Malancia che accompagnerà il corteo al Teatro Valle occupato, dove, dalle 21.15 inizierà l'omaggio. «Sarà un'immersione profonda nell'universo di Mario Monicelli - spiegano gli organizzatori -. Come per magia per una sera faremo rivivere il suo straordinario e lucido umorismo e cinismo che tanto manca al nostro paese, preda della finanza globale». Alle 21.15 la serata sarà aperta da un coro di madrigalisti che canterà alcune brani tratti dalle colonne sonore dei film di Monicelli. Seguirà una serie di contributi video e rarità tratte dalla sua vita pubblica e privata e la proiezione del suo ultimo lavoro, «Vicino al Colosseo c'è Monti».Ad intervenire i suoi amici e collaboratori più stretti, Annetta Antonelli, Marco Cucurnia, Lorenzo Baraldi, Leonardo Baraldi, Luciano Tarquini, Gianna Gissi e Chiara Rapaccini, la compagna di Monicelli, che ha fornito materiali inediti che saranno proiettati durante la serata. Sarà, infine, proiettato il cortometraggio «L'ultima Zingarata» di Federico Micali e Parrettini, remake della celebre scena finale del film «Amici Miei», presentato alla 67° edizione della Mostra del cinema di Venezia. Alla serata sarà presente anche la Brigata Monicelli e tutti coloro amano e ameranno il maestro

Palladium di Roma dal 28 al 30 novembrem cinema e diversità culturale

Cinema e diversità culturale è il tema al centro del convegno che si terrà al Teatro Palladium di Roma dal 28 al 30 novembre, diretto da Marco Maria Gazzano e Giorgio De Vincenti e organizzato dal Dipartimento Comunicazione e Spettacolo dell'Università Roma Tre. A riflettere sul concetto di diversità culturale nelle sue molteplici accezioni saranno studiosi e artisti provenienti dai quattro continenti: America, Europa, Africa, Asia. Il Convegno, attraverso incontri, tavole rotonde, performance artistiche, proiezioni di film, e istallazioni video, affronterà la dimensione nazionale e quella globale legata al tema della Diversità Culturale, come occasione per mettere a fuoco un concetto tale da essere paradigma di democrazia e conoscenza. Numerosi gli ospiti presenti a partire dalla ricca tavola rotonda inaugurale che vedrà, tra gli altri: Achille Bonito Oliva, Franco Farinelli, Giacomo Marramao, Marco Muller, e Stefano Rodotà, che si confronteranno sul tema. Una serie di importanti incontri interdisciplinari tra arte e comunicazione saranno al centro della kermesse culturale come eventi che faranno da corollario al convegno. Saranno «ponti» tra culture diverse e genti diverse. Si andrà dalla Cina e la globalizzazione alla diffusione della cultura attraverso la tecnologia satellitare. E poi ancora un focus sull'Africa, l'America Latina, oltre all'Europa e all'Italia. Tra gli eventi da segnalare: lunedì 28 ci sarà la prima romana della proiezione del documentario 'Hollywood Talkies' alla presenza degli autori Oscar Perez e Mia de Ribot. Il documentario è stato presentato all'ultimo festival di Venezia nella sezione Orizzonti. Hollywood Talkies è il tentativo di salvare dall'oblio quanti furono protagonisti di una stagione misconosciuta del cinema hollywoodiano legato all'avvento del sonoro.
Martedì 29 sarà la volta del teatro con la prima romana di 'Numà - spettacolo di Sista Bramini - un lavoro sulle origini multiculturali di Roma con gli attori della compagnia O Thiasos Teatro Natura. Tra gli eventi meritano particolare rilievo gli incontri con due esponenti del mosaico culturale americano. Martedì 29, la proiezione di poemi visivi realizzati da Antonello Faretta Nine Poems in Basilicata, interpretati dal poeta newyorkese John Giorno, a cui seguirà mercoledì 30 la performance poetica dello scrittore cheyenne Lance Henson che porrà l'attenzione sulla cultura dei nativi americani. Sempre nella stessa giornata Carlo Quartucci porta in scena figure di donne che raccontano intrecci e diversità culturali interpretate da Carla Tatò. Ad arricchire il programma - sempre al Palladium - per tutte e tre le giornate, alcuni dei video-artisti più interessanti della scena internazionale esporranno le proprie opere nella mostra dal titolo: Geografie meravigliose e differenze culturali: la video arte e la re-immaginazione del villaggio globale a cura di Marco Maria Gazzano, con opere di: Adriana Amodei (Italia/Svizzera), Gianfranco Baruchello (Italia), Robert Cahen (Francia), Olga Lucia Hurtago Gomez (Colombia), Jorge de la Ferla (Argentina), Nam June Paik(Corea/Usa), Mario Sasso, (Italia), Lino Strangis (Italia), Silvia Stucky (Italia), Gianni Toti (Italia), Steina Vasulka (Islanda/Usa),Giacomo Verde (Italia). In collaborazione con l'Associazione Culturale KINEMA. Il Dipartimento Comunicazione e Spettacolo di Roma Tre da oltre diciassette anni è un punto di riferimento nel dibattito culturale internazionale. È attivo, inoltre, a livello editoriale e nella produzione audiovisiva di qualità con film presentati nei maggiori festival internazionali tra i quali Cannes e Venezia. Tra le più importanti collaborazioni quella con il MACRO di Roma con cui ha realizzato i Macro Video Drink - tra gli eventi di maggior successo dell'estate capitolina 2010. Cinema e diversità culturale ha avuto l'adesione del Capo dello Stato e l'onorificenza di una medaglia del Presidente della Repubblica ed è promosso dalla Direzione Cinema del MiBAC, dalla Regione Lazio e dal Rettorato dell'Università Roma Tre con la partecipazione di Eutelsat. L'intero convegno sarà trasmesso in video streaming su www.dicospe.uniroma3.it.

Il Vizietto al Sistina con Massimo Ghini e Cesare Bocci

Due beniamini del pubblico televisivo e cinematografico come Massimo Ghini e Cesare Bocci (Mimì Augello ne il Commissario Montalbano) si cimenteranno al teatro Sistina dal 23 novembre al 18 dicembre con il remake del "Vizietto" (La cage aux Folles). Il film del 1978 con Ugo Tognazzi e Michel Serrault è stato campione di incassi. Lo spettacolo racconta la storia d'amore tra il tenero Albin/Zazà, interpretato da Massimo Ghini, e Renato interpretato da Cesare Bocci. I due gestiscono un locale notturno a Saint Tropez, dove Albin si esibisce come 'Drag Queen' con il nome d'arte di Zaza'.
Portato in scena per la prima volta nel 1983, 'La Cage aux Folles' si ispira all'omonima opera teatrale francese di Jean Poiret da cui fu tratto il film 'Il viziettò interpretato da Michel Serrault e Ugo Tognazzi.  Diventato prima un film nel 1978, e poi musical nel 1983, lo spettacolo ha già ottenuto in America un grande successo negli anni '80. Nel 2010 ha vinto l'Oscar per il miglior Musical Revival. Torna ora in scena grazie allla produzione della Peep Arrow Entertainment. Accanto a Ghini spicca Cesare Bocci che si cala nel personaggio di Renato.
Lo spettacolo È un adattamento dell'omonima opera teatrale francese di Jean Poiret del 1973 dalla quale era stato tratto nel 1978 il film 'Il Vizietto«. La produzione originale del 1983 vinse 6 Tony Award (gli Oscar del Musical), tra cui miglior musical. E Tony Award alla riedizione del 2010 come 'Best Revival'. Il musical debuttò il 21 agosto del 1983 e chiuse il 12 novembre 1987 dopo 1761 repliche. La regia dello spettacolo fu affidata a Arthur Laurents e le coreografie a Scott Salmon. I protagonisti furono interpretati da Gene Barry e George Hearn. La produzione londinese aprì il 7 maggio 1986 e rimase in scena 8 mesi. Fra le canzoni più popolari di questa produzione spiccanòThe Best of Times' e soprattutto 'I Am What I Am' (sono quel che sono»), un inno vero e proprio alla diversità e 'Questo è il mio mondo/quindi ci voglio un pizzico di orgoglio, divenuto celeberrimo anche fra il grande pubblico grazie all'interpretazione di numerosi cantanti, in primo luogo per la versione disco di Gloria Gaynor, che ha avuto un ottimo successo di pubblico.

Teatro Vascello 21 dicembre Affari di famiglia

Cosa fare il 21 dicembre a Roma? Si può andare al Teatro Vascello alle ore 21 per seguire lo spettacolo «Affari di famiglia», che racconta le vicende di famiglie che quotidianamente si confrontano con la disabilità. Sul palco del teatro si succederanno otto compagnie di teatro integrato, otto diverse regie a loro volta dirette da un'unica mano, quella di Emilia Martinelli, cucite insieme in un spettacolo collettivo. Tra i protagonisti, la ballerina Simona Atzori, le compagnie Amleto in viaggio da Orvieto, Ottavo Giorno da Padova, Teatro Prova da Bergamo, Teatro Isole Comprese da Firenze, Fuori Contesto, Teatro Buffo e Pezzi di Ricambio da Roma. Lo spettacolo racconta la disabilità superandone i limiti e le barriere, con la lucidità di chi la vive come condizione quotidiana, tra le mura domestiche. 'Affari di famiglià riporta al pubblico, come ad un occasionale vicino, l'impatto di suoni, immagini, impressioni volte a toccare corde ed emozioni contrastanti. Ogni compagnia saprà aprire una porta, e mostrerà un episodio, un rapporto, un amore o un 'semplicè gesto, svelandolo nell'intimità, cruda o delicata, drammatica, ironica, paradossale e sconvolgente.
A corredo dello spettacolo, una pubblicazione custodisce storie e foto di questa esperienza collettiva: un piccolo libro che offre al lettore l'occasione di conoscere il progetto ed il lavoro che le compagnie coinvolte svolgono, da anni, nelle città di provenienza. Il progetto, realizzato dall'Onlus Eureka, che ne ha curato l'organizzazione e dell'Associazione Fuori conTesto, che ne ha curato la direzione artistica, con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Pari Opportunità, verrà presentato alla Sala delle Colonne della Camera dei Deputati il 3 febbraio 2012 all'interno di un Convegno conclusivo in cui verrà riassunta l'esperienza svolta e si tracceranno gli spunti futuri.

Al Teatro Valle il 24 novembre a Roma docu Il silenzio di Pelešjan

Giovedì 24 novembre alle ore il Cinema/Teatro Valle Occupato di Roma, insieme all'Associazione Sulmonacinema, presenta la prima nazionale del film documentario di Pietro Marcello 'Il silenzio di Pelešjan', e una serie di cortometraggi del leggendario cineasta armeno Artavazd Pelešjan. Intervengono Enrico Ghezzi (presidente della giuria del Sumonacinema Film festival 2011) e il regista Pietro Marcello. Precede la proiezione il dibattito 'Chi ha avuto paura del Nuovo Cinema Pacifico di Sulmona?', cui partecipano alcuni rappresentanti dell'Associazione Sulmonacinema che da anni organizza l'omonimo festival dedicato al giovane cinema italiano.

Musical promessi sposi a Roma fino al 27 novembre

Dal 10 al 27 novembre 2011 è in programma a Roma al Gran Teatro di Saxa Rubra il musical dei Promessi Sposi. Michele Guardì ha trasformato in opera moderna il famoso romanzo di Alessandro Manzoni. Sulle musiche di Pippo Flora, e che dopo un primo tour nella scorsa stagione, con debutto proprio nello stadio di Milano, si prepara ora ad attraversare l'Italia con un calendario da oltre 120 repliche. Protagonisti, il perfido Don Rodrigo Giò di Tonno, Noemi Smorra e Graziano Galatone (Renzo e Lucia), la monaca di Monza Rosalia Misseri (nella parte che è stata di Lola Ponce), l'Innominato Vittorio Matteucci, insieme a un cast di 10 protagonisti, 6 comprimari (molto applaudita la mamma della piccola Lucia, morta di peste, Chiara Luppi), 22 ballerini- coristi che cantano dal vivo su basi musicali dirette e orchestrate da Renato Serio, con la consulenza di Sergio Cammariere. Da quel ramo del lago di Como, tra le minacce dei bravi e gli incubi di Don Abbondio per quel matrimonio che non s'ha da fare, il commovente Addio ai monti, la tragedia della Monaca di Monza («bambina chiamata signora»), le basse volontà di Don Rodrigo, la conversione dell'Illuminato, i tumulti e la peste a Milano, il più celebre romanzo italiano prima dell'unità diventa il dramma dell'amore e una protesta contro le ingiustizie in favore dei diritti degli umili. Amore «che aspetto come il giorno aspetta il sole» canta Lucia a Renzo, amore «che io ti insegnerò» gli fa eco tenebroso Don Rodrigo, «amore che non posso avere, amore che non posso amare» piange la Monaca di Monza. E anche se a riscriverla sono due siciliani come Guard (che ne Š anche produttore e regista) e Flora, tra le scene di Luciano Ricceri (otto carri in continuo movimento con pi— architetture sovrapposte), la luna che veglia sulla storia, una vera mula in scena con Don Abbondio, le coreografie di Martino Muller e le battaglie orchestrate dal maestro d'armi Renzo Musumeci Greco, l'opera è anche un tributo a Milano con quell'enorme Duomo che campeggia su tante scene, i ritornelli sulla città «dove si trova tutto quel che cerchi» e i canti e balli in lombardo prima delle (tentate) nozze. A finire il lavoro Guard e Flora hanno impiegato quasi 12 anni e ora il regista de 'I fatti vostrì televisivo accompagna lo spettacolo fino a salire in scena, dopo gli applausi, per presentare tutta la compagnia. «Dedico questo musical - dice - all'uomo che mi ha incoraggiato e che mi ha portato a vedere gli show di Broadway: Antonello Falqui, che so verr… sabato». In platea, tanti amici e compagni di lavoro di casa Rai, come Pippo Baudo, Giancarlo Magalli, Bruno Vespa, Milly Carlucci, Fabrizio Frizzi, Licia Colò, Roberto Giacobbo, i giornalisti del Tg1 Francesco Giorgino e Attilio Romita e il direttore di Rai2 Pasquale D'Alessandro. Ma anche Nino Castelnuovo, il primo Renzo televisivo nello sceneggiato di Sandro Bolchi, e poi Enrico Montesano, il produttore dei grandi eventi musicali David Zard, Gianni Boncompagni, Bianca Guaccero, Amedeo Minghi, lo stilista Renato Balestra, Silvana Pampanini, Rossella Brescia, Orso Maria Guerrini, Maria Rosaria Omaggio, Jocelyn. Dopo Roma, dove rimarrà fino al 27 novembre, lo spettacolo sarà in tournee anche a Napoli (29 novembre-4 dicembre 2011), Palermo, Catania, Agrigento (26-31 dicembre) e nel 2012 anche a Catanzaro, Bari, Assisi, Lugano, Padova, Firenze, Torino, per finire dal 20 al 25 marzo agli Arcimboldi di Milano.